Alcuni musicisti hanno suonato il loro strumento musicale durante un’operazione al cervello per la rimozione di un tumore.

Come sappiamo da questo articolo, suonare uno strumento musicale attiva moltissime parti del cervello. È per questo motivo che operare questo organo, partendo già dal presupposto della difficoltà che un medico ha, diventa ancora più difficile se il paziente è un musicista che ha bisogno di quasi tutti i sensi per lavorare. Alcune volte rimuovere un tumore non assicura il ritorno di tutte le funzioni che la persona ha perso ed è per questo motivo che i medici possono praticare una craniotomia in anestesia generale che permette da una parte al paziente di rimanere sveglio, e dall’altra ai dottori di poter controllare che tutte le funzioni del cervello funzionino correttamente. Questo ha portato due musicisti a suonare uno strumento musicale durante l’operazione per la rimozione del tumore al cervello.

Dagmar Turner, violinista, aveva un tumore nel lobo frontale del cervello, vicino all’area che controlla i movimenti della mano, la coordinazione e il linguaggio. Nel 2019, quando il tumore è diventato più aggressivo, i medici hanno deciso di operare e rimuoverlo. Ashkan, il neurochirurgo che l’ha operata, era anche lui un pianista e comprese molto bene il pericolo che Turner correva. A metà della sua operazione la paziente è stata quindi svegliata e ha suonato un brano classico del jazz, Summertime. Questo ha dato la possibilità ai dottori di operare e rimuovere il 90% del tumore senza intaccare le abilità della pianista.

La violinista Dagmar Turner non è stata però l’unica. Nel 2016 Dan Fabbio, un insegnante di musica, ha suonato il sassofono durante la sua operazione al cervello per la rimozione del tumore, il suo collocato invece nell’area attiva durante l’ascolto e la creazione della musica. L’uomo ha suonato un brano folk della tradizione coreana.

In entrambi i casi questo è stato possibile grazie a una mappatura del cervello tramite risonanza elettromagnetica avvenuta prima dell’operazione. La mappatura del cervello è un passaggio di fondamentale importanza poiché dà la possibilità ai chirurghi di capire quali sono le funzionalità che potrebbero essere a rischio durante l’operazione e la pratica musicale si è dimostrata ancora una volta all’altezza di salvare vite. La musica infatti, correlata alla scienza e alla medicina, ha permesso di guidare i dottori nel riuscire a salvare non solo la vita ma anche il lavoro e la passione di queste persone, dandogli così la speranza di poter continuare a sognare e suonare.


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Chiara Troise