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La musicoterapia, prevedendo l’ascolto e la pratica musicale, costituisce un metodo per arrivare al benessere della persona.

Siamo già a conoscenza di come la musica influenza in nostro corpo e il nostro cervello (clicca qui se ne vuoi sapere di più) grazie ai benefici che porta all’uomo ed è per questo motivo che la musica viene utilizzata anche come una terapia per perseguire il benessere psicofisico.

La musica raggiunge ogni parte del cervello, costituendosi come una strada secondaria per risolvere alcuni problemi che causano disabilità. Per esempio, cliccando qui poi scoprire come la deputata Gabrielle Giffords è tornata a parlare proprio grazie alla musica.

Non c’è da stupirsi quindi quanto la musica e la pratica musicale possano effettivamente aiutare la persona, andando così a costituire la base della musicoterapia.

Cos’è la musicoterapia?

La musicoterapia è una disciplina che utilizza la musica e la pratica musicale per creare una relazione con i pazienti che li possa aiutare sul piano fisico, emotivo, cognitivo e sociale. L’ascolto e la creazione di musica, il cantare e il ballare sono tutte azioni che aiutano le persone a trasferire la loro forza e le loro abilità da un campo all’altro della loro vita in modo tale da avere un effetto sulla vita di tutti i giorni.

I diversi metodi utilizzati nella musicoterapia

La musicoterapia si basa su due metodi: uno passivo, volto all’ascolto della musica e uno attivo, volto alla pratica musicale a suonare lo strumento.

Le tecniche utilizzate variano dal suonare la batteria, ascoltare musica live o registrata, cantare, scrivere canzoni, ballare fino alla discussione del significato che una canzone può avere per una persona. Ogni terapista valuta i bisogni del paziente che si trova di fronte, costruendo così una strada per arrivare al benessere che è diversa e fatta su misura per ogni persona.

Quali sono gli strumenti più usati nella pratica musicale della musicoterapia?

Partendo dal presupposto che ogni terapista è libero di utilizzare gli strumenti che più desidera e più pensa siano consoni per il paziente, ci sono 3 strumenti che sembrerebbero più popolari:

  • Djembe: il cliente è libero di suonare ed esprimere se stesso nel modo migliore in cui crede anche perché, non avendo una componente melodica, non avrà paura di sbagliare nota
  • Chitarra: permette al terapista di tenere sotto controllo la melodia e l’armonia lasciando il paziente suonare
  • Pianoforte: strumento che continua a manifestare la sua presenza anche se si è in un gruppo, costituendosi come una costante
Gruppo di persone che suona il Djembe
Djembe

Il musicoterapeuta, mettendosi al servizio della musica, cerca di creare una relazione e di trovare un’aderenza all’essere della persona che si trova davanti. La musicoterapia ha infatti come unico scopo il portare benessere assumendo la forma di un canale di comunicazione. Questa infatti non è rivolta solo a una persona con patologie ma anche, per esempio, a un gruppo di bambini normodotati che imparano la meraviglia dello stare insieme e del condividere emozioni e memorie che nascono grazie alla musica.

Perché la musicoterapia non serve a guarire una persona ma a portarla verso uno stato di benessere, lavorando su livelli a cui possono arrivare solo le note. Forse proprio queste le uniche in grado di comunicare con persone con diverse patologie.


Nel prossimo articolo: La musicoterapia nei pazienti affetti da autismo

Chiara Troise