Tempo di lettura: 2 minuti

La musica è ciò che rende “horror” un film.

La musica è quella che, molto spesso, rende pauroso un film. È il mezzo utilizzato per anticipare ciò che sta per avvenire, crea suspence e ci prepara allo spavento. È un mezzo per l’esperienza emozionale e, se appaiata con la giusta scienza visiva, può totalmente cambiare quello che lo spettatore vede, sente e prova.

Un esempio, lo sapevi che anche Frozen può magicamente diventare un film horror?

E al tempo stesso, hai mai provato a vedere un film horror senza musica nel momento clou? Diventa quasi un film comico.

Giungiamo velocemente alla conclusione che è proprio la musica a rendere spaventoso un film ma cosa rende la musica horror?

Daniel Blumstein, professore alla UCLA nel dipartimento di Ecologia e Biologia Evolutiva, studiando le marmotte ha scoperto che quando erano in uno stato di angoscia, il loro richiamo era caratterizzato da un suono non lineare. Suono che si ritrova nella soundtrack di un film horror.

La musica dei film horror include suoni acuti accompagnati da rumori che servono a disturbare la melodia. La dissonanza serve infatti a confondere lo spettatore e lasciarlo lì, in quella condizione, non sapendo se aspettarsi altro o pensare già al peggio. Questo centra esattamente l’animo umano, provocando sentimenti forti che scientificamente sono detti “scappa o combatti”: è lo spirito di sopravvivenza che si fa sentire ed esce allo scoperto.

Ma non servono per forza suoni acuti per far provare allo spettatore angoscia. L’intervallo del diavolo, o tritono, è un intervallo che prevede appunto una pausa di 3 toni fra una nota e l’altra. Per diverso tempo, nei secoli antichi, si diceva che il diavolo esistesse in questo particolare intervallo, detto appunto in latino diabolus in musica, perché è ambiguo e non risolto: vuole andare da qualche parte, forse da una parte o forse dall’altra ma tu non sai dove finirà. Nonostante questo accordo fu proibito durante il medioevo, serviva in realtà ad avvertire le persone della sua stranezza in modo tale da non farlo usare nella musica convenzionale. Questa sua stranezza è spiegata in modo scientifico: quando le onde delle due note si incontrano non formano una nuova onda regolare ma, avendo un’onda incompatibile, formano un suono dissonante.

Puoi trovare l’intervallo del diavolo nell’apertura dei violini di Danse Macabre.

(23 sec.)

Ma anche un suono grave o le voci dei bambini vengono utilizzati nei film horror per spaventare lo spettatore. Questo è perché li abbiamo messi noi per la prima volta nei film horror. Ormai abbiamo semplicemente imparato ad associare un determinato rumore o tipo di musica con il film relativo.

Il rumore dei passi, una porta che sbatte, il suono in sottofondo dei violini sono tutti rumori che ormai vengono associati alla suspence o ad un jumpscare in arrivo. Sono capaci di guidare la nostra aspettativa. Sono in grado di trasformare un film per bambini in un film horror con la solo loro aggiunta. E se rimossi, sono in grado di far perdere tutto l’horror di un film.

Quindi, se la paura diventa troppa abbassa pure il volume. Il mostro che hai alle spalle sparirà.


Nell’articolo precedente: La ninna nanna per neonati e adulti

Chiara Troise