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La pratica musicale promossa da El Sistema di Abreu ha aiutato, salvato e cambiato la vita a diverse persone.

El Sistema è il modello musicale didattico nato nel 1975 in Venezuela grazie al maestro, musicista, economista, accademico, politico e ministro della cultura José Antonio Abreu, scomparso a 78 anni.

Il progetto consiste nella diffusione dell’educazione e pratica musicale pubblica, con accesso gratuito e libero per tutti. Due capi saldi del modello sono l’inclusione sociale e la ricerca dell’eccellenza artistica. Questi due punti infatti non si escludono: tutti possono partecipare e tutti sono ammessi a prescindere dal ceto sociale perché tutti possono e devono aspirare all’eccellenza. El Sistema di Abreu consiste nella formazione di cori e orchestre sinfoniche in tutti il Paese, soprattutto da parte di giovani che provengono da situazioni disagiate come le Favelas, aiutandoli così ad allontanarsi dal degrado e dalla violenza. La musica e la pratica musicale diventano così una scappatoia e una possibilità per una vita migliore.

Abreu mentre insegna ai bambini

Il suo sistema, nato in un piccolo garage insieme all’aiuto di altri 9 musicisti e chiamato all’inizio “El Sistema Nacional de Orquestas y Coros Juveniles e Infantiles de Venezuela”, fu ben presto adottato in tutto il mondo grazie all’importanza della sua azione sociale. La partecipazione gratuita è infatti un punto fondamentale per l’integrazione sia sociale, che culturale.

Ad oggi al Sistema di Abreu hanno preso parte più di 900 000 bambini tra cui Gustavo Dudamel, direttore della Los Angeles Philharmonic Orchestra dal 2009, e sono stati creati più di 1500 orchestre e cori: un risultato eccezionale che, proprio a causa della sua grandezza e integrazione, è stato esportato in più di 50 Paesi del mondo. Spagna, India, Turchia e ovviamente Italia.

Nel 2010 il maestro Claudio Abbado annunciò di voler portare anche in Italia El Sistema di Abreu.

Partendo dal presupposto che famiglia e comunità dovessero lavorare insieme alla scuola, c’era la necessità di adattare, per ogni contesto, l’intervento proprio in base alle specificità sulle quali si voleva intervenire. Il contesto italiano è quindi abbastanza diverso da quello venezuelano di Abreu: ci sono già molte realtà operative, un patrimonio musicale italiano importante e imponente, molte differenze regionali che rendono difficile un intervento uniforme.

Ma le realtà sui cui El Sistema lavora sono scuole, centri sociale e riabilitativi che hanno potuto godere di un intervento non statale, conoscendo purtroppo le lacune dello Stato sul mondo della musica, ma proprio a livello locale o regionale. Il Sistema è quindi attivo in diverse realtà e zone degradate, offrendo così una mano a cui i giovani possono aggrapparsi per cercare una vita migliore proprio nella musica e nella pratica musicale.

La musica e la pratica musicale, in particolare grazie ad Abreu, offrono ancora una volta una possibilità rivolta ai giovani per salvarsi da ambienti di violenza, criminalità e degrado. Perché i benefici della musica non riguardano solo l’uomo ma anche il suo essere, offrendo per qualsiasi problema una via di fuga.


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Chiara Troise