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La pratica musicale è fondamentale nelle scuole perché aiuta gli studenti a crescere migliorando non solo i voti, ma anche la memoria, la coordinazione e le connessioni del cervello.

Ascoltare musica, suonare, cantare, sono tutte attività che, come abbiamo visto in questa rubrica, portano benefici all’essere umano su più livelli: a partire dal corpo per arrivare al cervello, stato d’animo e salute. È per questo motivo che praticare musica il prima possibile è fondamentale sia per lo sviluppo dei bambini, sia per il loro futuro. Purtroppo però a livello scolastico la pratica musicale viene quasi presa alla leggera e il tempo dedicato a questo tema è troppo limitato rispetto all’importante funzione che invece esercita nella vita e nella società. Spesso si pensa che suonare uno strumento in classe sia solo un mezzo per divertirsi, ignari invece che la pratica musicale ha effetti su diversi aspetti della vita degli studenti e dell’educazione.

Il cervello

Diverse ricerche hanno determinato come le persone che suonano uno strumento hanno un cervello diverso rispetto a chi non suona: l’emisfero destro e sinistro sono più sviluppati e hanno maggiori connessioni. La pratica musicale aiuta a sviluppare ed attivare molteplici aree del cervello poiché la musica è l’unica cosa in grado di influenzare quasi interamente questo organo: vedi l’attivazione della corteccia uditiva, visiva, motoria, del cervelletto e dell’ippocampo.

La memoria e i voti

Testando il funzionamento celebrare di diversi bambini, si è scoperto che gli studenti che suonavano uno strumento avevano performance migliori riguardo la memoria. La pratica musicale è infatti in grado di sviluppare due aree relative alla memoria, portandoli così a migliorare le loro capacità mnemoniche. Lo prova un banale esempio: quando i bambini si esibiscono, devono continuamente memorizzare le varie note, intervalli, accordi… praticamente tutto ciò che serve per portare a termine una performance. Questo allenamento sarà quindi molto utile anche nell’ambito scolastico e non è infatti una sorpresa che gli studenti che praticano musica hanno voti più alti rispetto a chi, invece, non suona.

La coordinazione

Proprio come gli sport, la pratica musicale è in grado di aiutare gli studenti a migliorare la propria coordinazione. Come abbiamo precedentemente detto, la musica influenza diverse aree del cervello e quando si suona, tutte queste si attivano. Coordinare ciò che si legge dallo spartito per metterlo istantaneamente in pratica con le mani mentre si suona il pianoforte, il piede che deve andare perfettamente a tempo con la parte superiore del corpo mentre si suona la batteria, sono solo due esempi di come la musica richiede di essere multitasking e coordinati. Ciò è quindi utile per i bambini per sviluppare nuove skills e nuove abilità.

studenti con strumenti musicali in mano in piedi davanti a una lavagna

Chiara Troise