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La musica può essere utilizzata per migliorare la vita delle persone affette da Alzheimer.

La musica può essere utilizzata per comunicare con persone affette da Alzheimer attraverso la salience network (SN). Questa è una rete che ha lo scopo di rilevare ed elaborare stimoli significativi provenienti dall’ambiente esterno ed è una struttura che viene risparmiata dagli effetti dell’Alzheimer.

Jeff Anderson, professore in radiologia all’University of Utah Health, ha dichiarato: Le persone affette da demenza si trovano di fronte a un mondo sconosciuto che causa disorientamento e ansia. Noi riteniamo che la musica abbia accesso al Salience Netowrk del cervello, che non viene intaccato in questi pazienti. Non ci spingiamo ad affermare che la musica possa essere una cura per la malattia di Alzheimer ma di certo potrebbe rendere i sintomi più gestibili e migliorare la qualità della vita dei pazienti.

Persona anziana che suona il pianoforte

Nel suo esperimento, Anderson ha richiesto ai pazienti affetti da Demenza di creare una playlist personalizzata con canzoni a loro significative e insegnato loro come utilizzare un portatile con musica casuale.

Utilizzando una risonanza magnetica funzionale mentre si faceva ascoltare ai pazienti 20 secondi di canzone, i ricercatori hanno notato che la musica attivava il cervello facendo comunicare diverse regioni: area visiva, prefrontale e SN comprese.

Foster, direttore del centro di Alzheimer dell’Università dello Utah, sostiene quindi che: “i percorsi linguistici e di memoria visiva sono danneggiati precocemente con il progredire della malattia, ma programmi musicali personalizzati possono attivare il cervello, specialmente per i pazienti che perdono il contatto con l’ambiente”.

Nonostante l’esperimento, i risultati non portano però a una conclusione efficacie. Questo a causa del campione utilizzato (17 pazienti affetti da Alzheimer) e a causa del numero di volte in cui l’esperimento è stato ripetuto (una sola volta).

Ciò significa che non è pensabile sostenere che la musica sarà la cura per questa malattia ma anzi, potrebbe aiutare a rendere i sintomi più gestibili, “diminuendo il costo delle cure e migliorando la qualità della vita di un paziente”. Nonostante gli studi per quanto riguarda l’Alzheimer continuano, è innegabile però l’aiuto della musica e della musicoterapia con le varie malattie. Perché la musica e suonare uno strumento sono attività che vanno oltre i confini dell’età, della cultura e della malattia.


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Chiara Troise