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La musica è in grado di influenzare le nostre azioni e dettare il nostro comportamento.

La musica è un linguaggio universale che influenza il nostro corpo, sia che conosciamo le parole e il significato della canzone o meno. Diverse ricerche sostengono che la musica può avere un impatto sulla malattia, sulla depressione, sulla produttività o addirittura sulla percezione del mondo.

Esiste un genere di musica, detta “drill”, un sottogenere del rap, caratterizzato da un tipo di scrittura violenta che potrebbe essere collegato all’aumento del crimine. Ovviamente però non tutti quelli che ascoltano musica violenta manifestano un comportamento violento e il crimine può aumentare anche per altri fattori come il razzismo o la povertà.

Daniel Levitin, professore di psicologia alla McGill University in Canada, sostiene infatti che quando c’è un comportamento violento che imita qualcosa che proviene dall’arte, è facile giungere alla conclusione che sia stata l’arte a causare il comportamento violento ma, solo perché è facile, non significa che sia vero.

Un’altra ricerca del 2003 riporta che la musica può incitare pensieri aggressivi: durante un esperimento con studenti di un college, quelli che avevano ascoltato una canzone violenta si dimostrarono più ostili rispetto a quelli che avevano ascoltato invece una canzone non violenta dello stesso artista. Lo studio però ha scoperto un’altra cosa fondamentale: se dopo la canzone rock aggressiva la persona ne ascolta un’altra con parole non violente, ecco che l’effetto della prima canzone si conclude e i pensieri aggressivi spariscono.

Ma non è tutto perché la musica, come detto prima, può influenzare anche come percepiamo il mondo: ascoltare canzoni tristi o felici può non solo influenzare il nostro umore ma anche cambiare ciò che le persone notano nel mondo.

In uno studio del 2011 è stato chiesto a 43 studenti di identificare facce felice o tristi mentre in sottofondo ascoltavano della musica. Si è scoperto che quando le persone ascoltavano musica felice, i partecipanti riuscivano a trovare un maggior numero di facce felici e la stessa cosa accadde quando in sottofondo c’era della musica più triste.

Ma la musica può anche influenzare piccole attività quotidiane:

  • La musica al supermercato fa passare il tempo più in fretta mentre si aspetta in fila
  • La musica influisce sulla quantità di alcol consumato: quanto più rapido è il tempo del brano e maggiore il volume, tanto più la gente beve
  • La musica influenza l’acquisto: una musica più lenta fa sì che i clienti trascorrano più tempo a scegliere gli articoli e a godersi l’atmosfera portando un incremento delle vendite. Il ritmo rapido incoraggia uno shopping più veloce e probabilmente meno acquisti

Sappiamo quindi che la musica influenza il nostro comportamento, indipendentemente da dove siamo e cosa stiamo facendo. La musica infatti, agendo su tutti i livelli del nostro corpo (cervello e umore compresi), provoca un cambiamento in ognuno di noi. Che sia temporaneo o meno. Che stravolga la vita o meno.

E se questo è il potere della musica, specifici generi musicali non sono da meno.


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Chiara Troise