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La musica ha il potere di influenzare lo stato d’animo rendendoci felici, facendoci sentire capiti, aiutandoci.

Come abbiamo visto, i benefici della musica sono molteplici, partendo dalla vita sociale per arrivare all’uomo, non risparmiano né il cervello e né l’umore. Questo avviene perché la musica aiuta le persone a regolare le proprie emozioni e, di conseguenza, come affrontare i sentimenti.

Ascoltare la musica abbassa l’ansia

Ascoltare musica prima di un’interrogazione, un esame, un colloquio di lavoro: sono esempi comuni, quotidiani, ma non meno importanti di come la musica riesce a calmarci.

In uno studio si è scoperto che quando le persone ascoltano musica, il corpo produce meno cortisolo, un ormone dello stress.

In un altro studio invece si è scoperto che, misurando vari indicatori dello stress, la musica non riduce l’ansia prima di un evento ma porta un beneficio dopo che l’evento ha preso piede, aiutando il corpo, più in particolare il sistema nervoso, a riprendersi.

In realtà l’ansia e lo stress costituiscono un pericolo per il corpo umano, rischiando di portare diabete, Alzheimer e influenza. È per questo che essere in grado di tenere un livello basso di ansia, serve proprio a salvaguardare il nostro corpo.

In un’altra ricerca si è scoperto che la canzone che ha più capacità rilassanti al mondo è Weightless, dei Marconi Union e creata insieme a una collaborazione con dottori e terapisti del suono. Nonostante ci siano dubbi sulla veridicità e autorevolezza di questa ricerca, prodotta da un’azienda di bagnoschiuma, rimane il fatto l’induzione al rilassamento richiede un ascolto di brani a basso volume, lenti e ripetitivi.

La musica, sia quella ascoltata che quella praticata, serve a curare la depressione

La musica, e più in generale la musicoterapia, porta benefici nelle persone che soffrono di depressione. Questa è una malattia che colpisce chiunque, a partire da bambini per arrivare ad anziani, ma la musica riesce a reindirizzare le energie di una persona in altri modi: a partire dalla ricerca di un ritmo, di una melodia e quindi di un ordine, fino ad arrivare ad attività di gruppo che portano contatto e collaborazione con altri individui. Sia che si tratti di un trattamento passivo che riguarda solo l’ascolto della musica, sia che si tratti di un trattamento attivo che prevede il suonare uno strumento.

In uno studio del 2017 si è tra l’altro scoperto che la musica classica, combinata al jazz, porta effetti particolarmente positivi sui sintomi della depressione. E nonostante molte persone affette da questa malattia ascoltano canzoni tristi, quasi per riflettere il loro stato d’animo, non è da sottovalutare che ciò potrebbe portare a un effetto inverso.

La musica ha quindi effetti anche sullo spettro dell’umore, a partire dall’ansia fino ad arrivare alla depressione. Da ricordare che questa è una vera e propria patologia facente parte dei disturbi dell’umore e per questo non deve mai essere sottovalutata. La musica può però aiutare e cominciare a essere un piccolo sprazzo di luce nel buio.


Chiara Troise