DISMA lavora da oltre 38 anni come Associazione di categoria per rappresentare importatori e produttori di strumenti musicali, artigiani, editori e negozianti. Negli anni ha lavorato costantemente per far crescere la cultura della pratica musicale in Italia, dando grandissima importanza alla parte sociale ed educativa. L’anno scorso però non solo DISMA ma tutto il mondo si è dovuto confrontare con un nemico invisibile e le nostre certezze hanno cominciato a traballare.

Il nostro Presidente Antonio Monzino, in una breve intervista, ci spiega come DISMA sia riuscita ad affrontare – e sta continuando ad affrontare – una situazione che ha messo tutti alle strette.

In tempo covid diverse cose sono radicalmente cambiate. Le nostre abitudini, le nostre certezze e speranze hanno subito un brusco colpo subendo un solo destino: pausa. Uno stop dalla vita nell’augurio di ripartire più forti di prima in un futuro, si spera prossimo. Ma la pandemia ci ha donato una nuova prospettiva: quella di riscoprire le piccole cose che fanno grande l’Italia. E così il mercato ha cercato di ripartire, in un modo o nell’altro, con l’aiuto di tutti. DISMA non si è tirata indietro e ha lanciato la campagna “artisti insieme per l’Italia”, brevi videomessaggi a favore del comprare in Italia. Come è nata questa iniziativa e perché rappresenta uno dei temi più cari – e che più devono essere enfatizzati – dall’associazione?

Il settore dello strumento musicale ha subito l’emergenza nelle tre componenti sanitaria, economica e sociale. Le chiusure dei locali dove si fa musica dal vivo, concerti in teatro o all’aperto hanno determinato la mancanza di reddito per una grandissima fascia di operatori: musicisti, service ed addetti allo spettacolo solo parzialmente compensati da ristori ed ha avuto un impatto molto pesante sui produttori e rivenditori di attrezzature per lo spettacolo in alcuni casi con cali nell’ordine del 80 / 90%. Per contro il ruolo dello strumento musicale come antidoto alle sofferenze prodotte dalla clausura forzata ha avuto per alcune categorie di prodotti una importante crescita contribuendo ad accelerare un fenomeno già in atto del commercio online, ne hanno beneficiato strumenti tipici per la casa come i piani digitali e le tastiere le chitarre e molti prodotti a tecnologia digitale sia per uso domestico che professionale. In grande sofferenza sono state invece percussioni e fiati questi ultimi colpiti da misure restrittive per immotivate motivazioni sanitarie. L’appartenenza al sistema Confcommercio di Dismamusica ci ha consentito di avere il suo supporto presso le Istituzioni durante tutto il periodo che non è ancora finito, ma senza una specifica considerazione del ruolo che il settore avrebbe potuto avere per alleviare in ambito sociale i riflessi negativi sulla salute psichica e comportamentale di molte persone costrette ad uno stile di vita drammaticamente diverso.

La campagna “artisti insieme per l‘Italia” alcuni webinar, indagini sul mercato e la puntuale informazione ai soci e non soci ad ogni uscita di normative e misure emanate dalle autorità, hanno impegnato senza sosta direttivo e segreteria sempre disponibili a fornire chiarimenti e sostegno a chi ne faceva richiesta.

A Luglio con la campagna COVID abbiamo avuto l’ingresso in Associazione di nuovi soci che hanno risposto al messaggio “uniti si vince” ancora pochi per consentire il salto di qualità necessario perché la rappresentanza del settore possa essere ascoltata e produrre quel cambiamento in grado di garantire la crescita del mercato e la sostenibilità futura dell’economia del settore.  

E diversi sono stati gli artisti che hanno preso parte a questa missione, tra cui…

Dalla campagna “artisti insieme per l’Italia” DISMA non si è più fermata ma anzi, continua a prestare attenzione agli Associati lavorando con e per loro. Come? In che modo queste attività danno la possibilità a DISMA di distinguersi dalle altre Associazioni e aiutando gli Associati?

Tra i cambiamenti che la pandemia ha portato con sé e che a mio avviso sono destinati a durare e saranno in grado di aiutarci a costruire una nuova società se sapremo guardare al futuro con coraggio e visione ma anche con la cultura di una nuova responsabilità che ci troviamo a dover affrontare. C’è sicuramente la necessità per chi opera nel nostro settore di acquisire la consapevolezza del ruolo che lo strumento musicale e la musica hanno nel contribuire a costruire una società migliore. Occorre sapere che il negozio di strumenti musicali è un luogo ove si produce cultura evi sono professionalità al servizio della cultura, che serve chi fa musica, sia a livello amatoriale che professionale, che assiste chi insegna e la comunità del territorio per promuovere attività culturali e sociali.  Ma ancor prima di tutto ciò collabora con le scuole perché la musica come disciplina, un sapere ed un saper fare, possa divenire diritto allo studio e patrimonio di tutti partendo dalle singole scuole.   

Mi capita a volte di paragonare la musica allo sport e devo scomodare Platone che sosteneva che musica e ginnastica sono alla base della formazione del buon cittadino. Oggi lo sport amatoriale attraverso palestre e piscine, includendo settori indotti come abbigliamento ed attrezzature, genera un’economia di circa 13 miliardi di euro, era di 3miliardi nel 2011 se ne deduce che la popolazione anche nel nostro paese ha compreso come sia utile fare sport che abbina salute e divertimento, cosa che esattamente potrebbe fare la musica se il settore sapesse uscire da un letargo culturale e con maggiore coesione e risorse sappia  investire con visione e coraggio per avviare un processo di cambiamento nella percezione che ancora oggi esiste nella dirigenza del Paese nei confronti della musica: solo per pochi dotati, musicisti e fortunati o forma di intrattenimento e di spettacolo che produce economia.     

Due sono gli strumenti con i quali Dismamusica dovrà intensificare l’impegno per cercare di ottenere dalle Istituzioni l’impegno di creare le condizioni per produrre il cambiamento necessario:

EMIA, la neocostituita alleanza fra alcune associazioni europee del settore di Germania, Francia, Italia, Spagna, Portogallo, Austria e Benlux per ora che si prefigge di ottenere ascolto da Bruxelles ed avviare il processo di cambiamento necessario. Se una casa ha bisogno di solide fondamenta per costruire una nuova società migliore, con la transizione ecologica, l’insegnamento della musica nella scuola per tutti è la prima pietra da porre e dall’Europa deve arrivare l’imposizione cogente pet tutti gli stati membri.

De Musica, l’organizzazione non profit che intende aggregare il maggior numero di esponenti del mondo della musica per sostenere il costituendo “Gruppo Interparlamentare per la Musica” in un progetto che intende rivoluzionare il mondo della musica nel Paese della…. Musica con nuove regole e sostegno per chi opera nel settore.

Il Presidente Antonio Monzino ci vuole quindi lasciare così:

È sintomatico che nelle raccomandazioni che l’Europa PNRR ci ha inviato e che dovranno essere comprese nella guida all’utilizzo delle risorse che ci arriveranno con il recovery plan, esiste il capitolo sport ma non musica. Per cui molto lavoro ci aspetta anche in Europa dove il settore non ha le leve per incidere e come in Italia la filiera della musica o Music Industry vive esclusivamente per l’economia dei singoli giardinetti e non è capace di esprimere una voce univoca e coerente con la semplice equazione “seminare per raccogliere”. Le richieste anche in questo contesto, assolutamente legittime per che ha sofferto, ma pretestuose per  chi invece è solo orientato a batter cassa, mentre la buona politica dovrebbe creare e favorire le condizioni affinché la Musica possa recuperare il ruolo che la storia dell’umanità le aveva assegnato. Ciò malgrado i benefici effetti della musica eseguita in casa o sui social da soli o in gruppi anche a livello amatoriale o fra studenti delle scuole pubbliche e private in tutto il mondo nel periodi di lock-down, fanno prevedere che lo strumento musicale possa avere una rinascita e qualcuno parla addirittura di boom in modo forse troppo ottimistico, ma se qualcosa resterà dalla terribile pandemia, il ritorno a buone pratiche come il fare musica il messaggio del Covid sarà servito all’umanità.