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Secondo le rilevazioni ufficiali di DISMAMUSICA, il mercato degli strumenti musicali nel 2009 ha dato l’ennesimo segnale positivo: +0,90. È poco ma è importantissimo! Importantissimo perché racchiude più significati.

In testa, fondamentalmente c’è il mantenimento della posizione conquistata nei quattro anni precedenti, ma questo è avvenuto in un anno in cui, come tutti sappiamo, non solo il commercio o il terziario ma tutta l’economia del nostro Paese è stata messa a dura prova da una situazione di crisi internazionale con pesanti ripercussioni anche sull’economia interna.
Se guardiamo le voci che compongono il fatturato 2009, ci colpisce subito il fatto che i segmenti negativi sono solo 8 e quelli in crescita sono ben 11, mentre due rimangono sostanzialmente stabili.
Non solo. Considerando i dati a valore, il totale dei settori in diminuzione è pari alla metà del valore dei settori in incremento. Ne consegue che, anche se la contrazione è stata pari al 14%, e la crescita pari solo all’8%, il valore assoluto, supportato dai due settori stabili (chitarre elettriche e strumenti didattici) ha determinato questo incoraggiante e gratificante risultato.
I pianoforti hanno avuto una battuta d’arresto profonda, che però è stata largamente compensata dalle vendite di chitarre acustiche e di amplificatori, che hanno dato una spinta decisiva per giungere al risultato finale di segno positivo.
Grande slancio degli organi che, a seguito della forte riduzione del prezzo medio, sono letteralmente decollati, cosi come gli strumenti a plettro e quelli ad arco pur se con valori singolarmente contenuti. Batterie e percussioni sono in lenta ma costante crescita e, nonostante i valori già molto importanti, l’amplificazione del suono continua a mantenere il suo primato di fatturato nelle voci di questa statistica, seguita dagli accessori che hanno superato la soglia dei 50 milioni di Euro e che quindi si posizionano al secondo posto di una ipotetica classifica. Particolarmente interessante la crescita nei segmenti dei microfoni e dei registratori seppur anch’essi si siano mantenuti su valori contenuti. Sostanzialmente stabile anche il risultato delle edizioni.
IL VALORE DELLA PMI In questo contesto la Piccola Media Impresa, di cui noi tutti, distributori, rivenditori, produttori e artigiani, facciamo parte, ha dimostrato una grande stabilità, e la capacità di trovare sbocchi e soluzioni per affrontare e superare brillantemente il momento forse più critico della crisi economica internazionale, cioè il 2009. Il quadro economico generale della prima parte del 2010 continua peraltro ad essere caratterizzato da chiari e scuri. Tra gli elementi positivi che emergono in questa prima parte dell’anno vi è tuttavia la moderata ripresa dell’attività produttiva, che potrebbe contribuire a migliorare il quadro generale dell’economia e generare effetti benefici anche per il nostro comparto, sebbene siamo chiamati a monitorare con attenzione la persistenza di una situazione critica sul versante del mercato del lavoro: persistenza che potrebbe verosimilmente limitare la ripresa dei consumi..
Claudio Formisano Presidente DISMAMUSICA
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