Dati i Mercato 2014Sono disponibili i dati di mercato derivanti dall’annuale rilevazione di DISMAMUSICA elaborati dall’Agenzia Abis. I risultati sono riportati nella tabella riassuntiva suddivisa per aree di prodotto. Il commento, come è tradizione, è affidato all’analisi degli stessi da parte del Presidente Dismamusica Claudio Formisano.

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PIANOFORTI ACUSTICI
Fatturato in ripresa, + 6,5% 

Un dato importante, se non nei pezzi che mantengono i loro valori nell’acustico puro, sicuramente nel fatturato che è ancora di tutto rispetto. Bisognerà monitorare gli acustici ad integrazione elettronica per il calo in pezzi che hanno subito.

PIANOFORTI DIGITALI
Fatturato in ripresa dell’11,2% 

Un incremento molto importante che in questa fase così delicata del nostro mercato è particolarmente benvenuta. Curioso il fenomeno dei pianoforti digitali professionali amplificati dove rileviamo una diminuzione del 49,8% in pezzi compensato totalmente dall’incremento del 98% del prezzo medio. Un dato che potrebbe essere oggetto di studio e di ipotesi da considerare su altre famiglie di prodotto.

ORGANI E CLAVICEMBALI
Fatturato in diminuzione del 19,5%  

I numeri sono troppo limitati per azzardare qualsiasi commento in merito.

TASTIERE PORTATILI
Fatturato in diminuzione del 2,5% 

Il primo cambiamento che notiamo è una riduzione del prezzo medio di tutte le linee. Nel caso delle tastiere portatili a tasto standard questa diminuzione di prezzo al pubblico ha provocato presumibilmente un incremento di vendite in pezzi di 15.868 pezzi ovvero un + 30% il quale a sua volta ha generato un incremento di ben Euro 744.000 rispetto all’anno precedente (+ 13%), incremento che purtroppo viene totalmente assorbito della riduzione delle vendite delle altre tastiere e in particolare quelle a tasto mini (meno Euro 449.000).

SYNTH E CAMPIONATORI
Fatturato in ripresa del 52,4% 

Interessante composizione dell’incremento di questo settore che nel caso dei campionatori a tastiera che pur non avendo una riduzione di prezzo medio significativa (-1,7%) ha invece un forte incremento in pezzi (+44%) che si riflette sul fatturato (+41,5) mentre per quelli a modulo la fortissima riduzione del prezzo medio (-43,2%) presumibilmente provoca l’incremento sia in pezzi (+330,7%) che nel fatturato (+144,6%)

ARRANGERS, COMPOSER, LETTORI
Fatturato in ripresa del 21,5% 

Altro settore che ci stupisce spesso con i suoi imprevedibili sbalzi dovuti all’arrivo di prodotti innovativi e di forti variazioni nei prezzi che determinano improvvisi cambiamenti di tendenze al consumo. Riscontriamo che l ‘MP3 ha perso molta della sua attrattiva, che i composer a seguito dell’aumento del prezzo medio (+13,2 %) hanno perso in numero di pezzi venduti ma mantenuto il fatturato, che le unità ritmiche conservando invece il prezzo medio hanno avuto un buon incremento sia in pezzi (+20,5%) che in fatturato (+21%) seguito da un determinante incremento di fatturato dei lettori basi midi (+90,3) dovuto a un incremento dei prezzi del 139% che ha provocato solo un -20,5% nei pezzi venduti e, in fine, una vera inversione degli arrangers-remixers che passano da un prezzo medio di Euro 144 a 1.550 che porta ad una riduzione di vendita in pezzi del 90% ma che per effetto dell’aumento del prezzo medio salvano quasi al 100% il fatturato dell’anno precedente.

CHITARRE ACUSTICHE
Fatturato in riduzione del 5,6% 

Il settore perde ancora più di un milione di Euro. Questo ci indica chiaramente chiaramente che, anche se il 2014 ha dato finalmente un segno positivo, non dobbiamo abbassare la guardia, che il cammino per la ripresa non è ancora terminato. Se il prodotto più venduto del nostro settore, il più accessibile, tra i non didattici, a tutte le tasche è ancora in calo dobbiamo realizzare che la crisi non è superata e che la gestione dell’attività deve essere monitorata con la massima attenzione.
L‘incremento del prezzo medio del 5,6% che coincide con la riduzione del fatturato del 5,6% è puramente casuale.

CHITARRE ELETTRICHE
Fatturato in riduzione del 10,3%

In questo caso perdiamo più di due milioni di Euro. Fatta eccezione per i guitar controllers che spiccano il volo con un incremento in pezzi del 523,5% dovuto con tutta probabilità alla riduzione del 51,1% del prezzo medio che molto probabilmente ha dato accesso per questo prodotto ad un target di utenza prima esclusa, sia le chitarre elettriche che i bassi sono in calo sia di pezzi che fatturato e questo ci riporta alle stese conclusioni fatte per le chitarre acustiche.

ALTRI A PLETTRO
Fatturato in ripresa del 4,5%

Finalmente un settore che rientra nei canoni standard: Un incremento costante dovuto principalmente agli Ukulele che continuano nel loro trend positivo

STRUMENTI A FIATO
Fatturato in ripresa del 4,8%

Settore su cui soffermarsi un attimo in più perché, è vero che ha avuto un buon incremento di fatturato ma se entriamo nel dettaglio vediamo che ‘incremento è dovuto solo all’aumento del prezzo medio in quanto come pezzi, a parte i clarinetti (+3,1%) e gli oboe e fagotti (+22,7% su un dato numerico non rilevante) tutti gli altri strumenti a fiato sono in calo e vanno sottolineati i tromboni e altri a fiato che includono le tube, quindi gli strumenti tra i più costosi che ci riportano a quanto detto per le chitarre.

ARMONICHE A BOCCA
Fatturato in ripresa dello 0,4%

Sostanzialmente stabile.

STRUMENTI AD ARCO ACUSTICI
Fatturato in riduzione del 5,3%

A grandi linee possiamo dire che c’è stato un lieve calo di vendite di violini e viole compensato dall’incremento nei violoncelli mentre il vero calo che ha determinato il risultato negativo finale è dato dalla diminuzione in pezzi dei contrabbassi (-33,9%) nonostante la sensibile diminuzione del loro prezzo medio (-16,5%).

STRUMENTI AD ARCO ELETTRONICI
Fatturato in ripresa del 19,5

Un lento ma costante aumento, anche se ancora su valori molto bassi, della vendita dei violini elettronici, un calo dei violoncelli probabilmente dovuto al forte aumento del prezzo medio (+41%) e un incremento nei contrabbassi elettronici che sarà utile monitore in futuro per verificare eventuali connessioni ai risultati degli acustici.

STRUMENTI A PERCUSSIONE
Fatturato in ripresa del 3,3%

Il settore che nel 2013 aveva subito una fortissima riduzione passando da 31,7 milioni del 2012 a 23,7 milioni, per il 2014 dà un piccolo segno di ripresa ma, anche in questo caso, se analizziamo i numeri vediamo che le batterie acustiche scendono ancora, di poco, ma scendono e, di conseguenza, le parti staccate a cui si aggiungono le percussioni latine e le percussioni al di sotto dei 10 Euro. I piatti mantengono la posizione e sono costanti mentre l‘incremento vero e proprio deriva dalle batterie elettroniche che avanzano senza sosta (+21,6%) quindi molto rilevante, le percussioni intonate che potrebbe essere un fenomeno passeggero e le percussioni da parata.
Se entriamo ancora più nel dettaglio possiamo delineare ancora meglio la composizione dell’ incremento in quanto il valore complessivo dei settori in diminuzione è di Euro 782.282,6, il valore complessivo dei settori in incremento è di Euro 1.561.638, 1, la differenza tra i due è un incremento di Euro 779.395,5 e l‘incremento delle batterie elettroniche è di Euro 741.790,4 il che ci porta a dire che l’incremento del settore batterie è da attribuire nella quasi totalità alle batterie elettroniche.

FISARMONICHE
Fatturato in riduzione del 2,4%

Settore in lieve diminuzione di fatturato determinato principalmente dalla riduzione di vendita delle fisarmoniche tradizionali (meno 38,7% in pezzi e -33,7 % in fatturato con un incremento di prezzo medio dell’ 8,2%) seguite da una riduzione in pezzi (-13,7) delle fisarmoniche elettroniche compensato però dall’aumento del prezzo medio del 23,4% che ha portato il valore finale ad un incremento del 6,5% sul 2013.
Forte ripresa dell concertine con un incremento del +32,7% in pezzi un 8,8,% fatturato, il tutto a causa (probabile) della notevole riduzione del prezzo medio (-18%).

STRUMENTI DIDATTICI Fatturato in ripresa del 2,5%
Sostanzialmente stabile come pezzi venduti e degno di nota su un alcune voci. La somma dei valori dei settori in calo, ovvero metallofoni (meno 13280 pezzi) e altri a percussione ha un valore complessivo di Euro 243.703,2 che praticamente assorbe quasi tutto l’incremento avuto invece nei flauti dolci che sono aumentati numericamente di 18.000 unità e del 7,8% come prezzo medio per un valore finale di incremento di Euro 270.511,2.
Sorge il dubbio se i due dati sono in qualche modo collegabili, ovvero se lo spostamento di interesse dal metallofono al flauto dolce è dovuto ad una necessità di ridurre la spesa quindi riconducibile alla crisi o se è dovuto ad altri fattori.

AMPLIFICATORI SINGOLI PER STRUMENTI
Fatturato in riduzione del 37%

Percentuale dovuta esclusivamente agli amplificatori per basso che lo scorso anno avevano avuto una impennata del tutto anomala dovuta probabilmente ad un fenomeno di esportazione con fatturazione in Italia che quest’anno non c’è e ci riporta su valori e numeri più realistici con il nostro mercato – ragione per cui, se analizziamo voce per voce, notiamo che sostanzialmente il trend degli amplificatori segue quello generale. Infatti gli amplificatori fino a 150 euro sia per chitarra che per basso, quindi la fascia di basso prezzo, hanno un incremento mentre tutti gli altri sopra i 150 Euro soffrono di una battuta di arresto in pezzi e in fatturato.

AMPLIFICATORI DEL SUONO
Fatturato in ripresa dell’1,2%

Settore che si salva dal punto di vista fatturato ma che perde un importantissimo 20,1% in termini di pezzi.
Le voci maggiormente penalizzate sono le casse acustiche fino ai 299 Euro che perdono ben 14.045 pezzi ed i mixer non amplificati fino a 360 Euro che perdono 10.399 pezzi.
Dall’altro canto notiamo un incremento del prezzo medio del 26,7% probabilmente da imputare al cambio Euro/dollaro che compensa e giustifica la perdita in pezzi.

MICROFONI
Fatturato in ripresa del 48,2%

La riduzione generale del prezzo medio, fatta eccezione per i radiomicrofoni che prima probabilmente avevano effettivamente un prezzo medio troppo basso considerando il tipo di prodotto, porta il settore ad una crescita in pezzi del 21,9% con balzi di 13.945 pezzi nei microfoni tra i 51 e i 150 Euro e di 8.289 in quelli oltre i 150 Euro. Solo i radiomicrofoni subiscono una riduzione di vendite in pezzi dell’11,7% dovuta con tutta probabilità all’aumento del prezzo medio del 66,5% ampiamente giustificata da un incremento di fatturato del 47,1%.

PROCESSORI DI SEGNALE
Fatturato in ripresa dell’1,9%

Una drastica riduzione delle vendite dei processori da studio che perdono il 60,5% in termini di pezzi causato con molta probabilità dal prezzo medio più che raddoppiato ma non sufficiente a colmare la perdita di fatturato che, nonostante l ‘aumento significativo del prezzo, scende del 17,4% . Recuperano e portano il settore in positivo i multi effetto a pedale che con una live riduzione del 4,8% del prezzo medio, favoriscono un +19,7% in pezzi e un +14% in fatturato che portano il settore ad una chiusura in positivo

REGISTRATORI
Fatturato in ripresa del 25,3%

Importante crescita dei registratori digitali che ottengono un ottimo risultato da attribuire principalmente alla riduzione del prezzo medio del 21,5% mentre scompaiono dalla scena i registratori analogici multi traccia.

EDIZIONI MUSICALI
Fatturato in ripresa del 16,8%

Chiudono con un brillante +16,8% nato da un +11,8% della classica che rappresenta i due terzi del totale ed un incoraggiante +27,1 % della leggera.

ACCESSORI
Fatturato in ripresa del 19,6%

Nonostante un insolito -14,3% negli accordatori troviamo un + 20,7% nelle corde e un +24,4% negli altri accessori che finalmente cambiamo la tendenza di questo importantissimo segmento del settore riportandolo in crescita.

COMPUTER MUSIC
Fatturato in ripresa del 25,1%

Nonostante un aumento del prezzo medio del 20,4% le schede audio hanno un incremento in pezzi (+7,1 % e nel fatturato (+28,9%) che porta al settore un valore aggiunto di 688.303 Euro.
Forzatura nel software dove si perde un 49,8% in pezzi causato da un incremento del prezzo medio del 152,6% che determina un +26,7% in fatturato. A questo si aggiunge una crescita a valore di Euro 506.718 delle master keyboard ottenuti dalla riduzione del prezzo medio del 21,9% che di conseguenza ha generato un incremento in pezzi del 64,3% ed un 28,3% in fatturato.

CONCLUSIONI E CONSIDERAZIONI GENERALI
Il mercato degli strumenti musicali ed edizioni chiude il 2014 con un segno positivo +3,3% che ridà fiducia al settore indicando un cambiamento di tendenza che aspettavamo da quattro anni.

La composizione del fatturato è semplice e chiara: 17 settori su 24 hanno conseguito un aumento di fatturato, 13 hanno avuto un incremento in pezzi e solo 13 un aumento del prezzo medio. Questo è il dato macroscopico che è stato poi approfondito settore per settore e analizzato voce per voce e da cui abbiamo tratto alcune delle percentuali che sono state riportate nel commento.

Ci sono ancora ferite profonde da guarire nel nostro mercato come per il pianoforte acustico giunto a valori minimi che richiedono grandi sforzi per essere difesi, tutto il settore chitarre che soffre pesantemente e ci sottolinea che la crisi non è affatto finita e che dovremo tenere alta la guardia per un tempo indefinito, il settore fiati che pur se in incremento scuote un campanello di allarme per gli strumenti di alta fascia così come gli strumenti ad arco acustici mentre ci segnala che gli elettronici sono più richiesti, gli strumenti a percussione che sono in crescita ma che evidenziano un interesse sempre maggiore per le batterie elettroniche, tutto il settore amplificazione strumenti, voce e microfoni contrariamente ai processori di segnale indica una forte tendenza verso i prodotti di fascia bassa e in fine l’impennata degli accessori a conferma la propensione verso il risparmio.

Il settore edizioni porta un duplice segno positivo. Tutto il settore è in fermento e ancora in fase di assestamento dopo il terremoto che abbiamo subito nel 2010 ma Il primo trimestre 2015 ci indica un incremento medio del 4,2% (dato ottenuto grazie alla collaborazione attiva e costante degli associati) a riprova del fatto che la chiusura del 2014 non è un fuoco fatuo bensì una nuova direzione del mercato, sta a noi ora cavalcare quest’onda di positività sfruttando al massimo le nostre capacità imprenditoriali cogliendo le opportunità che troviamo ogni giorno lungo il percorso.

Claudio Formisano